Periodo: Una gita di seconda elementare, ricordata alle medie nel 20123 min di letturaPubblicato:
Il souvenir era sale, e guai a chi lo cucina
Una classe di una primaria pugliese andò in gita alle saline di Margherita di Savoia e tornò a casa con un sacchetto di sale grosso a testa. Un bambino ne aveva ancora un po’ anni dopo.

Il sale grosso è un souvenir difficile da portare a casa, perché chi lo riceve penserà all’acqua della pasta.
In seconda elementare, un bambino pugliese andò in gita con la classe alle saline di Margherita di Savoia. Lì il mare entra in vasche piatte e ci resta finché l’acqua se ne va e il sale rimane, ammucchiato in colline bianche che si vedono dalla strada. Nelle vasche basse stavano i fenicotteri. Alla fine, a ogni bambino fu regalato un sacchetto di sale grosso da portare a casa.
Anni dopo, alle medie, scrisse dei suoi anni di primaria per il blog della scuola, e le saline vennero prima di ogni altra gita. Aveva ancora, scrisse, una manciata di quel sale.
Una manciata. Anni dopo. In una cucina, dove il sale va a morire.
Devo spiegare perché la cosa mi impressiona tanto. A casa mia un souvenir ha l’aspettativa di vita di un’effimera. Il grande ha portato da Brighton un bastoncino di zucchero che mio marito si è mangiato durante un film. La mezzana è tornata da una gita in una raffineria di zucchero a Tienen con un sacchetto di zucchero belga speciale, e io l’ho messo in una torta prima che qualcuno mi dicesse che era speciale. Lo ricorda a ogni compleanno da allora, compreso il mio.
La piccola è tornata da una visita a un museo del cioccolato di Bruxelles con tre cioccolatini in un sacchettino. Sono durati quanto il tram.
Quindi un bambino capace di conservare un sacchetto di semplice sale grosso in una cucina di famiglia, per anni di cucina di famiglia, lontano da ogni pentola, ha compiuto un’impresa che io non so compiere. Ogni sera qualcuno in quella casa allungava la mano verso il sale. Ogni sera il souvenir non era quello.
Ai fenicotteri, noto, dedica una riga sola. Aveva ragione anche su questo. Un fenicottero è interessante per circa quattro minuti. Una montagna di sale è interessante tutto il giorno.
Ho introdotto una regola. Qualunque cosa un figlio porti a casa da una gita scolastica va su una mensola alta sopra il frigo, con nome e data, finché il figlio non dice che si può mangiare, cucinare o buttare.
Funziona da un mese. Sulla mensola ci sono un sasso, una pigna e una busta con scritto SALE – NON TOCCARE, che la piccola ha preso da me, dalla dispensa, e che a quanto pare non posso più usare.
Su questa storia: scene e dialoghi sono immaginati o liberamente rielaborati. Le informazioni sulle scuole citate provengono da fonti pubblicate, a cui rimandano le nostre schede scuola.